HO SCOPERTO DI ESSERE ERETICO
E’ oggi diventato difficile testimoniare Gesù Cristo e trovare le parole giuste per farlo.
Mi farebbe piacere incontrarmi con persone che ripongono fiducia in lui, in ciò che ha detto e in ciò che ha fatto, senza però dover condividere appartenenze, rituali, linguaggi, regole e prescrizioni.
Non perché i simboli usati siano incomprensibili, ma perché sono troppo ingombranti. Sono entrati in relazione con molti archetipi della cultura umana, anche geneticamente trasmessi, e impediscono lo sviluppo della crescita personale e della maturazione spirituale.
Ho pensato per molto tempo che il mio viaggio interiore potesse raggiungere i vertici che inseguo prescindendo da tutto il bagaglio di teorie e di teologie e di pratiche sociali e religiose intorno a me. Credo però che anche gli eremiti più radicali abbiano fallito in questa ricerca, il cui premio è, comunque, quello di una buona morte.
Infatti le vette di esperienza mistica che ho vissuto sono sempre state provvisorie e mi hanno riconsegnato alla condizione spirituale diffusa nella umanità che frequento. Oltre ad una certa soglia di consapevolezza mistica non si riesce ad andare nella propria individualità. Si avverte infatti l’urgenza della condivisione e si subisce l’urto con le credenze diffuse, gli atteggiamenti squalificanti, i luoghi comuni, le critiche intellettuali o, addirittura, i condizionamenti del potere religioso che instilla senso di colpa sacrilego.
Da questo ultimo potere sono decisamente libero anche se percepisco con la coda dell’occhio l’ombra della paura: della critica, della derisione, della persecuzione.
Spesso mi sono ritrovato con amici e famigliari a spezzare il pane prima di un pranzo o di una cena ed a recitare dentro di me le parole di Gesù: “Fate questo in memoria di me”. Ben poche volte sono riuscito a dirle ad alta voce.
Come psicologo so che tale difficoltà è prodotta da un conflitto interno tra l’affetto verso le persone care e l’imbarazzo di apparire fanatico o patetico.
Come sociologo so che solo un rituale potente e sacralizzante, socialmente implementato, culturalmente trasmesso mediante trasformazione del carisma in burocrazia, consente di ricoprire il ruolo di chi amministra il misterium tremendum, o, come lo chiama la sociologia della religione con l’espressione di Rudolf Otto, il Numinoso.
Già ma così facendo non si testimonia più l’idea che lo sviluppo dell’affettività è il futuro evolutivo della specie umana; tantomeno si dichiara il fatto che qualunque sia la forma o la sostanza di Dio, essa ha a che fare con l’amore e che la potenza dell’amore è l’unica che può darci la pace interiore.
Così scrivo questa lettera ai miei amici, a qualunque religione appartengano, qualsiasi sia la dottrina che professano, qualsivoglia convinzione filosofica ed esistenziale abbraccino, purché abbiano almeno un po’ di simpatia per Gesù.
Se vi piace l’idea provate a spezzare il pane quando siete in buona compagnia, o anche quando siete in cattiva compagnia. Se volete dite ad alta voce che lo fate in ricordo di Gesù ed offritelo a chi vi sta vicino. Oppure ditelo semplicemente dentro di voi, il che è preferibile se siete in compagnia di persone “difficili”.
Scoprirete così di essere eretici (1) anche voi e porrete fine all’antico dilemma se Gesù fosse ebreo o cristiano, con la folgorante rilevazione che era eretico anche lui.
Vincenzo Masini
(1) Eretico da haireisthai = fare la propria scelta.
Vincenzo Masini, sociologo, psicologo e psicoterapeuta. Professore presso l’Università di Palermo, Trapani, Roma “La Sapienza”, Università Pontificia Salesiana, LUMSA, SSIS del Lazio e della Toscana, attualmente docente di Psicologia della Comunicazione, Università di Siena e di Psicologia Generale, Università di Perugia. Studia i processi di relazioni interumane, i conflitti e le affinità interpersonali. Ha analizzato i percorsi di uscita dal disagio nei gruppi sociali (Le comunità per tossicodipendenti, Labos, Ed. T.E.R.; Comunità Terapeutiche e servizi pubblici, Il Mulino; L'empatia nel gruppo di incontro, Istituto di Sociologia Sturzo) attraverso l’interazione empatica e linguistica (Empatia e linguaggio, Università per Stranieri, Le Monnier,) e la ricomposizione nelle personalità collettive di gruppo (Personalità collettive in Interessi, valori e società, Angeli. Dirige il progetto nazionale Prevenire è Possibile e la scuola di counseling ad esso associata. E’ rappresentante del National Board for Certified Counselor. Ha sviluppato le tematiche del counseling in ambito psicologico pubblicando “Dalle Emozioni ai Sentimenti” e “Il counseling Scolastico”. Ha pubblicato recentemente “Medicina Narrativa” (F. Angeli, 2004), sui temi del counseling medico.
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