English Italiano Print this page Damanhur, il cammino verso l'integrazione degli strumenti di cura e dei sistemi di guarigione

LA SALUTE GLOBALE IN UNA COMUNITA’-POPOLO
I trent’anni di un modello sperimentato e sperimentabile

Dal parto in casa alla alimentazione biologica; dalla pranoterapia a screening sanitari regolari; dalla fitoterapia alla medicina dell’emergenza; dalla selfica ai test di screening genetico alla lotta contro gli OGM; dall’ipnosi all’arte in ogni forma come terapia; dalla scuola a conduzione familiare alla vita in nuclei familiari allargati e tendenti all’autosufficienza; dal lavoro motivato vissuto come crescita al contatto col divino nella sua forma interna ed esterna all’Uomo; tra questi dinamici ma precisi confini spazia l’originale modello di salute della Federazione Damanhur, oltre ottocento individui che hanno fatto da sempre dell’approccio globale alla salute, un punto di sperimentazione e ricerca portante.
Il modello damanhuriano si basa su un programma a “gradini” che inquadrano e seguono l’individuo dal periodo antecedente il concepimento fino alla morte.

Ad ogni livello la persona viene considerata nella sua completezza fisica, psichica e spirituale, come componenti di identico valore e intersecantesi in un insieme spesso non facilmente distinguibile: così l’ambiente sociale (relazioni), naturale (caratteristiche geografiche e bio-geologiche del luogo), la qualità architettonica delle strutture abitative e di servizio (spazi/colori/decorazioni), hanno il medesimo ruolo nel benessere di un individuo, come la qualità dell’alimentazione (biologica e autoprodotta) si associa a valori spirituali ed ideali nel nutrire autostima e senso dell’io; l’Arte perseguita in ogni campo funge da terapia attiva (utilizzo della manualità creativa) e passiva (la bellezza dell’ambiente come esaltatore di energie, umore , progettualità).
La cosiddetta “programmazione” delle nascite permette ai genitori di costruire a livello sottile, energetico la futura struttura psico-fisica dell’individuo. La coppia, oltre ad un rigoroso screening di tipo eugenetico, che tiene conto di predisposizioni ereditarie a malattie genetiche o a generiche meiopragie d’organo, immaginano e focalizzano le “caratteristiche” del nascituro, prendendo a modello per ciascuna, altri individui adulti presenti in Comunità (pensati come co-genitori). La madre indirizza il proprio potere creativo ben oltre il contenitore fisico del nascituro, determinando l’ossatura sottile di parti fisiche e spirituali in corretto assortimento e fusione. Durante tutta la gravidanza perdura l’attenzione a pratiche igienico alimentari, al contatto relazionale via utero col bambino, che è accompagnato da questo pensiero fino alla nascita. Anche la componente animica è aiutata nello stesso modo alla scelta e alla scoperta del contenitore fisico più adatto. Il parto in casa, all'insegna dell'armonia e della sicurezza per madre e figlio, completa il processo di accoglienza e riconoscimento del nuovo individuo.
La olisticità dell’approccio impone in Damanhur la presenza e l’azione contemporanea, nel campo sanitario, di differenti figure, operanti in collaborazione. Questo contenitore è definito nello specifico Via della Salute, un gruppo di individui comprendenti per lo più varie professionalità inerenti la salute, organizzate in Associazione di promozione sociale (ASSOCIAZIE DAMANHUR SALUTE), ma anche individui senza specializzazione tecnica nel settore, che identificano la loro strada di realizzazione umana e spirituale nella ricerca del benessere globale. Curare, nella sua accezione più vera, non è una professione, ma un’arte che è missione di vita.
Il medico deve avere una buona preparazione continuamente aggiornata su elementi di diagnostica e terapia convenzionali, spaziando dalla pediatria alla geriatria, dalla medicina di base alla medicina dell’emergenza, dalla Igiene e profilassi alla piccola chirurgia. Per intenderci, un modello “tipo medico di famiglia”, molto vicino ai suoi pazienti, che va possibilmente opera in forma preventiva, prima del manifestarsi del danno, con due obiettivi fondamentali: “l’ascolto”, nella sua accezione più vasta, e l’organizzazione di screening di massa per monitorare i ritmi collettivi anticipando i disagi. A lato dei più comuni test ed esami di laboratorio, ampiamente riconosciuti dal mondo accademico e già molto diffusi tra la popolazione, come screeneng per la prevenzione di malattie cardiovascolari, diabete, tumori, etc, il medico si avvale della esecuzione di test di ricerca di alcune mutazioni geniche che predispongono a malattie cardiache e vascolari e a tumori, in modo da poter iniziare per tempo un iter diagnostico accurato applicando metodi convenzionali o, come vedremo, decisamente non convenzionali, di cura nei soggetti a rischio prima dell’affermarsi della malattia conclamata.
La formazione della nostre figure mediche comprende una serie di tecniche di intervento che attingono da medicine eterogenee, a volte sviluppate dalla stessa tradizione sanitaria di Damanhur. Il fondatore, Oberto Airaudi, è stato un antesignano nell’applicazione e nello ricerca di tecniche quali: pranoterapia, cromoterapia e fonocromoterapia, breviterapia, ipnosi, argilloterapia, meloterapia, selfica, massaggio sottile (detto damanhuriano) e molte altre ancora, che riempiono lo spazio sempre troppo ampio tra la prevenzione e l’antibiotico o la chirurgia, peraltro utilizzati quando ritenuto necessario.
E’ in questo modello che il terapista sente l’esigenza di una formazione che includa omeopatia, omotossicologia, medicina tradizionale cinese, ipnosi e tecniche di rilassamento, per maturare una visione meno meccanicistica e più aderente alla “persona”. Anche la diagnostica si avvale di sistemi misti: spazia dallo strumentario tipico della medicina scientifico/tecnologica, applicato con rigore di indicazioni, a tecniche più vicine ad una visione “sciamanica” della salute: chirologia, pulsologia, mantiche di vario genere, piano natale e predisposizioni astrologiche, radiestesia. medianità. Nulla è escluso, ogni elemento raportato ad altri e spesso utilizzato in cieco rispetto al medico stessoda una apposita equipe di ricercatori. E’ sorprendente vedere come la malattia sia spesso scritta fin dalla nascita, come su di un libro, sulle caratteristiche psicofisiche di un individuo (ad esempio le persone con mutazione genica che predispone all’accumulo di omocisteina, e aumentato rischio di malattie cardiovascolari, hanno dei segni peculiari sulla mano, evidenti ad un esame chirologico.
Lo psicologo psicoterapeuta si pone come altra figura di ascolto nei momenti della vita che più necessitano di sostegno, anche se accadimenti tradizionalmente collegati a crisi esistenziali (morte, perdita, separazione, malattia) sono già sufficientemente contenuti da motivazioni esistenziali forti e da una complessa ricerca filosofica (reincarnazione, morte come trasformazione e passaggio), nonché dalla solidarietà umana sulla quale si fonda la Federazione (tutela dell’individuo al di fuori della coppia, sostegno della comunità in ambito lavorativo, etc.). Un approccio relazionale adeguato serve ad aiutare l’individuo nella comunicazione col gruppo, a sostenere ruoli di responsabilità, a scoprire i propri talenti e le proprie predisposizioni.
Il paradigma seguito si basa prevalentemente sulla teoria dei gruppi umani: prevalgono le sedute terapeutiche di gruppo. Quelle individuali tendono a favorire l’accordo tra le diverse personalità che, si assume, si alternino alla guida di ogni individuo. Su questa base si utilizza un particolare modello di riarmonizzazione col sé definito Terapia delle personalità.
L’altra figura cardine di questo sistema integrato è il pranoterapeuta, o meglio il Guaritore spirituale. Egli, attraverso l’uilizzo della energia pranica, nutre e regola le parti “sottili” di ogni individuo. La pranoterapia, esercitata dal guaritore spirituale, è la vera medicina tradizionale di Damanhur; tra l’altro funziona da molti anni una efficiente Scuola di formazione per Guaritori spirituali aperta a ricercatori di tutto il mondo. Il prana agisce sulle geometrie sottili, sull’armonia tra corpi, centri e canali energetici: ciò si traduce in un rafforzamento delle difese immunitarie e delle capacità di autoprotezione dell’organismo, esalta i percorsi psichici e spirituali connessi all’evoluzione. In caso di malattia il processo di guarigione sarà favorito e reso più rapido, pur rispettando il valore intrinseco della malattia che per Damanhur resta un grande insegnate. 
La malattia ha sempre un significato: può dipendere dall’individuo o dall’ambiente, spesso dall’uno e dall’altro e su entrambi i fattori è necessario lavorare. Nemica acerrima dell’uomo di per sé, la sofferenza è combattuta, se non nella misura in cui serve come apprendimento di nuovi schemi da applicare per migliorare successivamente il rapporto con sé e la proprie qualità di vita. L’individuo deve vincere la paura, madre di ogni malattia, e prima fra tutte la paura di guardarsi allo specchio nel timore di scoprire parti di sé non gradite. Lo specchio che meglio riflette è costituito dagli altri intorno a noi. L’io individuale è in realtà la somma di un insieme di individui (personalità) con tendenze, caratteristiche, direzioni di vita diverse: il riconoscere queste diversi orientamenti, il rispettarli e l’utilizzarli in maniera congrua è la base del benessere globale. Spesso una personalità non ascoltata o sottovalutata innesca un processo degenerativo con l’unico intento di farsi ascoltare. Solo la comprensione e l’accoglienza di sé può permettere una guarigione evolutiva: altrimenti ci si dovrà accontentare di una regressione dei sintomi che si ripresenteranno alla prima occasione di scontro tra personalità.
La guarigione, in tal senso, non è mai un evento passivo demandabile all’intervento miracoloso di altri individui specializzati o a mezzi esterni a sé, essa ha sempre le caratteristiche di una scelta personale. E’ un processo, un potenziale percorso che permette di imboccare scorciatoie veloci verso la crescita personale. Il dubbio, l’incertezza fanno parte integrante del percorso: l’accettazione del limite nelle possibilità di cura, insito nelle differenti capacità di risposta individuale più che nella inefficacia dei sistemi terapeutici stessi, è un elemento cardine del modello. Da cui la difficoltà a inquadrare in una visione rigorosamente scientifica, tipo causa-effetto, il percorso malattia guarigione, e soprattutto gli stessi risultati delle varie terapie applicate. Questi sono sicuramente da inquadrare in teorie complesse che tengano conto dell’infinita variabilità dei sistemi biologici evoluti: teoria del caos, frattali etc.
L’interpretazione secondo i criteri della psiconeuroimmunoendocrinologia dello stato di salute e malattia, e cioè che la mente attraverso la mediazione del sistema nervoso centrale, sistema immunitario e sistema endocrino, possa condizionare totalmente la risposta somatica a cui faticosamente si sta adattando buona parte del mondo scientifico attuale, ha improntato da sempre il concetto di malattia , cura e guarigione presso la comunità di Damanhur. Per aiutare l’individuo in difficoltà a potenziare la guarigione, anziché aggredire la malattia, è stata fatta negli anni, fin dalla fondazione, una ricerca serrata su metodi e strumenti originali di terapia. Alcuni sono ormai perfino entrati nella tradizione scientifica, come ipnosi e amgnetoterapia , altri, come la Selfica, sono in fase di studio e di continuo perfezionamento.

La self sono strutture che in maniera molto originale caratterizzano da sempre l’approccio terapeutico damanhuriano, sono costruzioni a base di metalli, con eventuale aggiunta di liquidi alchemici, il cui svolgersi nello spazio ha come elemento cardine la spirale. Ogni forma ottenuta secondo regole costruttive rigorose, permette di “ospitare” una intelligenza che entrando in simbiosi con l’individuo ne orienta i processi di guarigione. Esistono self per molte patologie: da quelle oculari a quelle intestinali, per problematiche fisiche e psichiche, ad azione generica e ad azione mirata. Alcune hanno l’apparenza di semplici, graziosi ornamenti o addirittura realizzate in materiali preziosi come oro e inchiostri preparati e sono di utilizzo persoanle; fino a gigantesche strutture a funzione molto complessa e potenzialità applicative estesissime che sono attualmente in fase di sperimentazione sotto il controllo dei medici operanti in Comunità. 
Una delle self più utilizzate e sperimentate in comunità è, ad esempio, la cosiddetta stiloself, un elegante strumento in oro e circuiti in inchiostro apposito, a forma di stiletto, che ha quasi completamente sostituito l'utilizzo degli aghi tradizionali in agopuntura, con evidenti vantaggi.

La ricerca di Damanhur in campo alimentare ricorda quella della Lapis Philosoforum: la Pietra Filosofale. La comprensione dell'intima natura dei fenomeni. Il risveglio della coscienza e la conoscenza raggiunta. Niente più bisogni fisiologici e persino, ironicamente, “nessuna alimentazione”. Nessun pericolo di morte grazie all'elisir che dona la vita eterna.
Lapis Philosoforum, è il termine usato per indicare la realizzazione della Grande Opera, detta anche Crisopea o Argiopea, sacra arte di fabbricare l'oro. L'evoluzione metallica simboleggia la conquista della immortalità, il superamento della ragione che impedisce il risveglio dell'Uomo. Elemento costituente della pietra è il grande “Agente universale”, noto come “Luce astrale”, ciò che la filosofia alchemica definisce “Azoto”, l'Anima del mondo. Gli alchimisti credono che i metalli siano costituiti da un principio passivo (corpo) e un attivo (anima), non opposti o separati, ma uniti da un terzo principio materiale sottile, lo spirito, rispetto al quale costituiscono i due estremi di massima concretezza (il corpo) e sottigliezza (l'anima). I due principi sono noti come zolfo e mercurio, anticamente considerati come componenti di base di tutti i metalli. Il terzo principio, denominato “sale”, rappresenta il carattere tangibile della materia su cui l'alchimista lavora. La Pietra filosofale e i suoi prodotti (l'Oro o Elisir) sono il risultato di complicati processi chimici (combustione, distillazione...), ma sono al tempo stesso un simbolo dell'armonia fra l'alchimista e la natura (quelli che cerca Altea), che può essere ottenuta solo congiungendo il lavoro di trasformazione delle sostanze materiali e il lavoro spirituale di ricerca della Sapienza. Ecco il lavoro di Damanhur in questi anni. Un continuum di esperienze che rimbalzano tra la casa e i corsi, tra la campagna con le sue coltivazioni e la produzione aziendale di alimenti nobili, conservati con tecniche tradizionali e moderni espedienti.

In Damanhur l’alchimia è superata dalla Selfica, che lavora su ben nove elementi, ed è proprio con le apparecchiature selfiche che si sta continuando la ricerca e la sperimentazione che si fonda su un background consistente e difficilmente eguagliabile, elaborato su un campione eterogeneo di circa 700 persone.

Risvegliare l’apparato digerente e il senso del “gusto-desiderio”, equivale non solo ad una conquista in campo educativo, ma piuttosto ad una vera e propria rivoluzione socio-spirituale. L’atteggiamento mostrato da Damanhur, è quello di chi intende partire dalla Divinità che presiede a tale risveglio, superare qualsiasi congettura alimentare del passato, intuire l’alimentazione come un evento emozionale, e da qui lavorare per una qualità migliore della vita ispirandosi al “Vangelo Alimentare” di Falco. Bocus, uno tra i migliori cuochi del mondo, sentenzia in un suo libro che l’indice di gradimento di un piatto è dato, per più del settanta percento, dall’immagine. Se a questo aggiungiamo chi ingrassa con la sola suggestione, senza assumere alcunché, oppure, come negli esperimenti d’ipnosi, chi si ubriaca con l’acqua di fonte, lo scenario psico-alimentare si estende a dismisura.
In Damanhur l’obiettivo non è cucinare, ma dipingere. La ricerca ivi condotta porta ad ispirarsi con gusti e profumi, fino ad amalgamare sostanze impensabili. Il metabolismo è un processo molto complesso influenzato da diversi fattori, dall’esterno risente fortemente di ciò che vede l’occhio e del ritmo che pratica la mente. Di conseguenza il vero alimento va “arredato”, come un piatto della Nouvelle Couisine, servito in un locale pensato per gli dei, immersi in un tripudio di colori e profumi, consumato con calma, imparando a fermarsi per il tempo che richiede la masticazione di cotanta immaginazione. C’è chi dice che per digerire bene ed assaporare l’essenza del cibo, occorrono ben 33 morsi a boccone.

In questo relazione trovate molti stimoli pensati per conservare le tradizioni sagge, innovare le abitudini stantie e distruggere le superstizioni. E’ la sperimentazione ad imporre il continuo aggiornamento. Per esempio, non è vero che l’uovo fa aumentare il colesterolo, anzi, ne riduce l’assorbimento. Una ricerca condotta alla Kansas State University, dimostra che le uova non solo sono innocenti, ma provocano l’effetto contrari a quanto si credeva. Infatti, un fosfolipide dell’uovo, in sostanza una lecitina, blocca l’assorbimento del colesterolo contenuto nell’alimento stesso, riducendone di molto l’assunzione nell’intestino. Il blocco non è totale, ma la quantità assorbita è stata misurata ed è una percentuale trascurabile. Niente più rinunce, le uova sono benefiche anche per il tipo di proteine che contengono, migliori di quelle di carni e latticini.
Altro elemento curioso che si sospettava, ed un nuovo studio su prostata e malattie genitourinario della Ohio State University ha confermato definitivamente, è la validità del pomodoro (e della soia) nella prevenzione dei tumori.
Almeno cinque porzioni di pomodoro, o prodotti derivati, la settimana riducono il rischio di contrarre un tumore alla prostata del 30 - 40%, grazie al licopene, un carotenoide che dà ai vegetali il caratteristico colore rosso e che agisce da antiossidante per le cellule, proteggendo il Dna da eventuali danni. Tutto questo per evidenziare quanto ci sia dietro le “semplici” ricette che ci propone Pellicano, una vera e propria cura.

In un ipotetico giro del mondo, i nutrizionisti promuovono a pieni voti tre modelli nazionali: il breakfast inglese, la pasta al dente del Sud Italia, il pesce e le verdure cotte al vapore cinesi. Più il metodo universale antico quanto il mondo: l’allattamento al seno. Il presidente della Società italiana di nutrizione pediatrica, Marcello Giovannini, scrive che numerosi studi hanno dimostrato quanto l’allattamento al seno riduca il rischio di obesità in età adulta.
Il guaio è che la dieta di molti paesi si discosta gravemente dalla tradizione e dalle direttive per una sana alimentazione. Oggi bisogna lavorare sulla prevenzione e questo significa soprattutto educare le persone a mangiar bene. Occorre farlo fin dalla prima infanzia, in quanto questione culturale prima ancora che sanitaria. Il riferimento che ha orientato la ricerca di Damanhur è il già citato Vangelo Alimentare. Un sistema complesso elaborato da Airaudi Oberto, Falco in Damanhur, Maestro spirituale, ispiratore e fondatore della Federazione.
In generale, i moderni nutrizionisti, consigliano di suddividere l’assunzione giornaliera degli alimenti in 4 o 5 pasti, evitando i fuori-pasto, con la seguente ripartizione calorica: 20% tra colazione e spuntino di metà mattina, 40% a pranzo, 10% a merenda e 30% a cena. La prima colazione ha una notevole importanza, spesso sono i genitori a trascurarla al punto che il 50% circa dei piccoli o non fa colazione o fa una colazione inadeguata e ciò li porta poi ad abbuffarsi di merendine a scuola. L’errore più grave nella dieta dei giovanissimi è di mangiare pochi carboidrati a basso indice glicemico, come i cereali di tipo integrale, e di assimilare molti zuccheri semplici, tipo quelli contenuti nei dolci, succhi di frutta, patate, bibite e tè confezionato. Il tutto in regime iperproteico e iperlipidico, cioè con troppa carne e salumi, formaggi, povero di fibre come legumi, cereali integrali, verdura e frutta di stagione.
Queste sono cose che, più o meno, tutti sanno, però non siamo al corrente di quanto un piccolo in età scolare (va bene anche per gli adulti) dovrebbe assumere: 3 volte al giorno cereali tipo pane, pasta, riso, meglio naturalmente se integrali, almeno 2 volte al giorno verdura e frutta, non frullata ne passata, non più di 4 volte la settimana la carne (crescendo si riduce), 4 volte il pesce, 4 volte i legumi, 1 volta i formaggi e 2 volte le uova. Per quanto riguarda i dolci in genere, non si fanno commenti, certo è che meno se ne mangia e meglio si sta.
Il Vangelo Alimentare da un nuovo ordine alle cose, e propone una visione rivoluzionaria nel modo di alimentarsi. Ne troverete i principi all’interno del testo, raccontati un po’ come in una fiaba. Peraltro la causa principale del sovrappeso di tutti è da ricercare nella sedentarietà. Una buona attività fisica è in grado di compensare gli errori alimentari, che diversamente si trasformano in grasso in eccesso. La dieta è già un concetto sbagliato di per sé, lo è ancor più quando diventa ipocalorica. Causa spesso la sindrome a yo-yo e produce sofferenza. Occorre mangiare secondo le reali necessità di ognuno e muovere bene il corpo, respirando a fondo (primo alimento), per vivere e smaltire calorie, tossine, stress, ritenzione, stipsi e blocchi emozionali di ogni tipo.

Trascurare eccessivamente l’emozione per un atteggiamento rigido e razionale, produce sintomi distorti e malattie. Produrre un buon equilibrio tra alimenti, sensazioni e sentimenti, è un’arte. Trovare in sé la chiave per esprimere quest’arte significa dare vita alla buona Tavola sulla quale nasce l’Essere in salute.
E’ qui che la ricerca di Damanhur in campo alimentare incrocia simbolicamente quella della Lapis Philosoforum: la Pietra Filosofale. La comprensione dell'intima natura dei fenomeni, il risveglio della coscienza e la conoscenza raggiunta, niente più bisogni fisiologici e persino “nessuna alimentazione”… la completezza… la realizzazione della Grande Opera, della sacra arte di fabbricare l'Oro… la sconfitta della ragione ed il trionfo dell’amore.

 

CURRICULUM VITAE di Michele SCAPINO detto Orango Riso

DICHIARAZIONI SOSTITUTIVE DI CERTIFICAZIONI
(Art. 2, Legge 4 gennaio 1968, no 15; art. 3, comma 10, Legge 15 maggio 1997, no 127; Legge 16 giugno 1998, no 191)
Il sottoscritto SCAPINO Michele, a conoscenza di quanto prescritto dall'art. 26 della Legge no 1511968, sulla responsabilità penale cui può andare incontro in caso di dichiarazioni mendaci, e dall'art. 11, comma 3, dei D.P.R. no 403198 sulla decadenza dei benefici eventualmente conseguenti al provvedimento emanato sulla base di dichiarazioni non veritiere, ai sensi e per gli effetti di cui agli art. 2 e 4 della citata Legge no 1511968 e 1 e 2 dei D.P.R. no 40311998 e sotto la propria personale responsabilità dichiara quanto segue:

Nasce a Torino il 14 aprile del 1953 da genitori piemontesi. Dopo le scuole dell’obbligo, studia con profitto per il conseguimento di un diploma in Informatica, sperimentale per l’epoca, raggiunto con il massimo punteggio (60/60 con lode), dopo il quale segue un Corso di Laurea in Scienze dell’Informazione senza presentare la tesi per motivi ideologici. Insegna alle Scuole medie Superiori e fonda, come società, una delle prime Software House italiane che lavorano con successo coniugando il mercato europeo con quello americano.
Project leader in diversi settori tecnico-scientifici, si specializza nello studio e nella realizzazione di nuovi linguaggi cibernetici. Si distingue nella formazione di personale tecnico per lavorare con le intelligenze artificiali su grandi controlli di processo. Tra le altre lavora per grandi aziende quali l’IBM, la Honeywell, la Olivetti, la Fiat, la Grandi Motori Trieste, la PanElectric International, la Smeg, la Porsche, la Piacenza, la Bartoletti, la Euromare.
Dopo dieci anni d’intenso lavoro con le intelligenze artificiali, sceglie di orientare i propri studi e la ricerca verso la metafisica, la psicologia e l’intelligenza umana. Dal 1977 indaga i fenomeni ESP utilizzando l’ipnosi, conduce ricerche sulle medicine tradizionali, con particolare attenzione verso le energie impalpabili (Prana), studia la comunicazione olistica come forma di cura e un metodo per l’integrazione delle personalità e l’uso del pensiero laterale. Si specializza nella pranoterapia secondo il metodo di Oberto Airaudi, nell’uso del colore a scopi terapeutici e come linguaggio simbolico, nella formazione sulle dinamiche che s’instaurano nella relazione terapeutica e nella conduzione dei gruppi.
Il cambiamento di studi e lavoro hanno coinciso con la partecipazione attiva alla fondazione di Damanhur: Federazione di Comunità e Regioni che conta oggi più di mille residenti e migliaia di simpatizzanti in tutto il mondo. Proprio Damanhur, quale progetto olistico con i suoi 30 anni di storia intensamente vissuta, ha consentito a Michele Scapino, detto Orango Riso, di conseguire la maturità nella terapia e nell’insegnamento lavorando direttamente con l’ispiratore del progetto Damanhur, Oberto Aitaudi, che tuttora egli riconosce come Maestro e Caposcuola.
Per sei anni consecutivi è stato eletto Guida Spirituale della Federazione nella quale sostiene peraltro diversi altri incarichi di responsabilità. Ha inoltre diretto in Italia molti Centri di Medicina olistica (Grosseto, Vercelli, Torino, Alba, Cuneo, Milano, Faenza, Trieste, Verona, Modena, Rimini, Bologna), scritto libri su temi da lui ricercati e redatto altrettante pubblicazioni ed articoli su riviste specializzate. Cura professionalmente dal 1978, insegna e tiene seminari e conferenze in Italia e all’estero (Francia, Germania, Inghilterra, Olanda, Austria, California e Florida).
Ha una figlia di 30 anni ed un figlio di 28, vive in Canavese dove dirige la Scuola di Formazione per Guaritori Spirituali della Olami Damanhur University, cura in diversi studi ed è consulente di altrettante organizzazioni, collabora con l’Organizzazione Mondiale della Sanità per il progetto Città Sane e insegna in differenti Scuole e ASL per la formazione di medici e terapisti. In Damanhur coordina settori che raggruppano attività culturali, didattiche, politiche e informative.
La sua vita è sempre stata intonata alla ricerca filosofica e spirituale orientate da esperienze concrete. Damanhur rappresenta il sogno realizzato e il motore per proseguire con amore la ricerca di un modo di vivere e di pensare basato sulla sperimentazione, sulla creatività, sull’arte, sul gioco e sul cambiamento.

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